Google Core Web Vitals: cosa sono?
I Core Web Vitals sono un insieme di metriche definite da Google per misurare alcuni aspetti dell’esperienza reale degli utenti (user experience o UX) su una pagina web: velocità di caricamento, reattività alle interazioni e stabilità visiva. Attualmente le tre metriche sono LCP, INP e CLS.
I Web Vitals di Google vanno ad aggiungersi agli altri fattori SEO (usabilità sui dispositivi mobili, protocollo HTTPS, velocità di caricamento della pagina e altri), diventando anch’essi uno dei segnali che Google utilizza per valutare le pagine web.
Ricordiamo che Google è da anni che misura l’efficienza dei siti web. Dal 2010, ad esempio, ha cominciato a considerare la velocità come elemento per valutare la user experience. Negli anni ha affinato sempre più le sue metriche e i suoi algoritmi andando ad indagare via via nuovi aspetti. Quello di Google è un lavoro in continua evoluzione: man mano che raccoglie dei dati, si prepara a misurarne di nuovi.
Perché Google ha introdotto i Core Web Vitals?
Forse ti starai chiedendo: perché Google è così interessato a misurare e comprendere l’esperienza degli utenti online?
Perché l’obiettivo di Google è sempre stato quello di rendere la ricerca di informazioni un’esperienza semplice e soddisfacente per le persone.
In altre parole, gli utenti devono trovare velocemente risposte chiare ed esaustive alle loro domande. Questo fa sì che gli utenti continuino ad utilizzare Google come strumento per le loro ricerche in rete. I Core Web Vitals rientrano tra i segnali utilizzati dai sistemi di ranking di Google, ma non determinano da soli il posizionamento. La pertinenza e la qualità dei contenuti restano centrali; una buona esperienza di pagina può contribuire alla visibilità soprattutto quando più risultati offrono contenuti comparabili.
Una pagina lenta può rendere più difficile la navigazione e aumentare la probabilità che l’utente interrompa il proprio percorso prima di aver trovato ciò che cerca o completato un’azione. Per questo Google include le prestazioni di caricamento tra gli aspetti misurati dai Core Web Vitals.
In definitiva, Google vuole aiutare le persone che si rivolgono alla sua piattaforma per trovare informazioni. I siti web che danno una risposta chiara, rapida e che offrono una navigazione semplice e intuitiva saranno considerati i migliori.
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Web vitals: quali sono?
I segnali web essenziali per Google, attualmente, sono 3:
1) LCP – Largest Contentful Paint
Misura le prestazioni di caricamento, rilevando quanto tempo impiega a comparire il principale elemento di contenuto visibile della pagina — che può essere un’immagine, un video o anche un blocco di testo. Google considera buona un’esperienza con LCP entro 2,5 secondi.
2) INP – Interaction to Next Paint
Misura la reattività della pagina alle interazioni dell’utente, come clic, tap o utilizzo della tastiera. Per Google un INP inferiore a 200 millisecondi indica una buona esperienza.
3) CLS – Cumulative Layout Shift
Immaginate di voler cliccare su un elemento di una pagina web, ad esempio un bottone, ed improvvisamente questo si sposta e vi fa cliccare su un elemento che a voi non interessava. L’esperienza di navigazione non sarà certo positiva e questo Google lo sa. Ecco perché ha introdotto il Cumulative Layout Shift, che misura quanto una pagina web è graficamente e visivamente stabile: se ci sono elementi del layout (testi, box, immagini) che si muovono in maniera imprevista e indesiderata, verrà attribuito un punteggio basso al CLS. Un valore CLS inferiore a 0,1 è considerato buono.
I web vitals non saranno gli unici fattori a influenzare il ranking, semplicemente si aggiungeranno a quelli utilizzati finora da Google.
Google continuerà a valutare come elemento primario i contenuti, premiando le pagine con le informazioni più interessanti e pertinenti.
I Core Web Vitals non sostituiscono contenuti utili e pertinenti, ma contribuiscono a offrire un’esperienza di pagina migliore e possono concorrere alla visibilità organica insieme agli altri segnali utilizzati da Google.
I Core Web Vitals sono un’ottima occasione per migliorare le performance del proprio sito sia a livello di SEO che di UX.
Per misurare questi segnali web essenziali per Google si può utilizzare questo tool gratuito. Una volta individuati i problemi, il consiglio è di rivolgersi ad un professionista in grado di intervenire sulle problematiche per non perdere traffico e opportunità di conversione.
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Stefano Comencini
Fondatore e Direttore Marketing di Ideare per Comunicare, web agency di Verona, riconosciuta per la sua competenza nel branding, nello sviluppo web e nella creazione di strategie di crescita efficaci per le piccole e medie imprese.