Restyling logo, cos’è
Il restyling di un logo consiste nell’aggiornamento del marchio grafico di un’azienda, mantenendone generalmente riconoscibili gli elementi fondamentali.
L’intervento può riguardare soltanto il logo oppure estendersi agli altri elementi della visual identity, come colori, tipografia e applicazioni del brand.
Il restyling del logo permette di dare nuova visibilità all’azienda, specialmente nei casi in cui il logo non sia più competitivo o risulti obsoleto, non in linea con i tempi e con le nuove esigenze di mercato.
Rinnovare il look di un brand aiuta quindi a riposizionare un marchio e ottimizzare la percezione che gli utenti hanno di esso.
Modalità di restyling logo aziendale
L’immagine aziendale può subire una trasformazione drastica e rivoluzionaria, con cambiamenti radicali che avranno un forte impatto nel consumatore, oppure può avvenire in maniera più conservativa, blanda e graduale, quasi impercettibile agli occhi dei non addetti ai lavori.
Il primo caso viene adottato quando si desidera comunicare a gran voce il cambiamento; magari perché ci sono novità importanti all’interno dell’azienda e si vuole trasmettere questa trasformazione e i nuovi valori che l’accompagnano; oppure perché il logo precedente risultava poco incisivo e andava sostanzialmente rifatto.
Nel secondo caso, invece, ci si limita ad adeguare il logo alle nuove tendenze e sono necessari pochi ritocchi grafici per renderlo più fresco e attuale.
Del resto, il mondo è in continuo cambiamento e muta anche ad un ritmo serrato, pertanto è davvero difficile che un logo, presto o tardi, non subisca delle modifiche. Per questa ragione, le aziende sono chiamate a rispondere a queste evoluzioni con elasticità, per allinearsi con i gusti dei consumatori e rimanere competitive nel tempo.
Google ha modificato più volte il proprio logo nel tempo: per anni in modo quasi impercettibile, poi con il redesign del 2015, il più netto della sua storia, passando a un font custom più moderno e leggibile su ogni dispositivo.
Differenza tra restyling e rebranding
Breve ma importante precisazione: restyling e rebranding non sono sinonimi. L’attività di rebranding, infatti, va oltre la grafica ed è un percorso più complesso che l’azienda intraprende per ridefinire la percezione dei propri prodotti o servizi.
In questo caso non si mettono all’opera solamente i grafici ma sono coinvolte più figure professionali che studiano la nuova strategia di marketing e di riposizionamento. In questo processo c’è sì il restyling del logo, ma seguono molti altri interventi.
Alcuni dei casi presentati in questo articolo hanno una storia che non si limita al restyling del logo aziendale, ma che hanno subito un vero e proprio rebranding. In ogni caso, qui ci limiteremo a prendere in considerazione solo l’aspetto visivo e quindi le varie evoluzioni dei loghi.
Il tuo logo ha bisogno di un restyling?
Perché fare un restyling del logo
Come abbiamo anticipato, possono esserci diversi motivi alla base della decisione di modificare il logotipo aziendale. Potrebbe essere necessario un restyling del marchio a seguito di un mutamento dei servizi/prodotti offerti; potrebbe essere variato il target di riferimento; si vuole mostrare un’evoluzione tecnologica o legata alla sostenibilità o semplicemente c’è bisogno di rilanciare l’immagine aziendale.
Analizziamo con degli esempi i 4 motivi più comuni alla base del restyling logo:
1. L’immagine dell’azienda è fuori moda
Questo è il caso più comune di restyling del logo. L’azienda ha bisogno di modernizzarsi e adattarsi alle nuove modalità comunicative. Un restyling può diventare utile quando il logo non risponde più alle esigenze del brand: ad esempio perché risulta poco leggibile sui canali digitali, non rappresenta più correttamente l’azienda o presenta limiti tecnici e grafici nelle diverse applicazioni.
L’obiettivo non è inseguire ogni tendenza, ma aggiornare il marchio senza perdere inutilmente riconoscibilità. Non si tratta di rivoluzionare il logo, a volte bastano piccoli ritocchi per dare una ventata di freschezza.
In seguito al boom del settore elettrico e della digitalizzazione delle auto, ad esempio, le case automobilistiche hanno compreso che i loro loghi non erano più in linea con le nuove tendenze del mercato.
Ci sono numerosi esempi recenti che vedono il passaggio dal classico logo tridimensionale con effetto cromato ad un flat design con il logo più minimal e grafico.
Dal logo tridimensionale ad un design o più moderno e minimal.
2. Il brand ha una cattiva reputazione
Capita anche alle migliori aziende di commettere un passo falso nella strategia di marketing, finendo col ritrovarsi immischiate in brutte faccende e subire la cosiddetta bad reputation. Una crisi reputazionale può portare un’azienda a valutare un rebranding. Ovviamente prima devono essere affrontate le cause del problema; ma una nuova identità può rendere visibile un cambiamento più profondo dell’organizzazione.
Un esempio è quello di Philip Morris Companies, che nel 2003 cambiò nome in Altria Group. Il nuovo nome identificava meglio una holding ormai composta da attività diverse, tra cui Philip Morris USA, Philip Morris International e Kraft Foods. In questo caso non si trattò quindi di un semplice restyling del logo, ma di un vero rebranding societario, pensato per rappresentare in modo più ampio l’identità del gruppo.
3. In seguito a fusioni, scissioni o acquisizioni
Questi sono altri casi comuni per cui viene effettuato un restyling del logo. Nel caso della fusione tra due aziende, il più delle volte la scelta cade sul mantenere parte dell’immagine di entrambe le aziende. Mentre nel caso di acquisizioni si dà priorità all’immagine dell’azienda che ha acquistato.
Il logo di WINDTRE, azienda nata dalla fusione delle compagnie telefoniche Wind e Tre, vede la perfetta combinazione delle due immagini preesistenti, conservando il segno distintivo di entrambe le compagnie e uniformando il tutto con il medesimo stile grafico. Inoltre si è mantenuto il colore arancio come elemento di continuità.
Un altro esempio storico è quello di Boeing che nel 1997 acquistò la McDonnel Douglas, azienda orientata al mondo spaziale, cercando di acquisire il loro know how e la loro tecnologia per portarle sugli aerei di linea. In questo caso, il simbolo della McDonnel Douglas venne mantenuto e unito alla scritta Boeing.
4. L’azienda si vuole riposizionare sul mercato
Ci sono poi dei casi in cui l’azienda non vuole semplicemente cambiare la propria visual identity ma vuole cambiare approccio aziendale, o aprirsi a nuovi mercati o verso nuovi Paesi. In questi casi, per fare il restyling bisogna rimuovere eventuali elementi o richiami che confinano l’azienda all’interno di un determinato settore.
Un recente caso di questo tipo riguarda Meta, l’azienda che racchiude al suo interno un ecosistema di marchi e prodotti nati, acquisiti o finanziati da Mark Zuckerberg sotto il nome di Facebook.
L’esigenza era quella di mettere a capo di questi prodotti un logo che li racchiudesse in uno unico. Il simbolo dell’infinito rappresenta orizzonti futuri e nuove possibilità. Unico filo conduttore col logo precedente, il colore blu.
Mentre Barilla, per il suo 145° anniversario, ha deciso di cambiare logo e packaging in maniera abbastanza radicale per evidenziare la nuova strada intrapresa verso la sostenibilità.
L’azienda, infatti, ha messo in campo alcune importanti iniziative come la rimozione della finestrella in plastica dalle confezioni della gamma Barilla Classica, per ridurre l’uso di questo materiale; e le nuove confezioni sono prodotte con cartone proveniente da foreste gestite responsabilmente, completamente riciclabili.
Questi cambiamenti all’interno dell’azienda si sono rispecchiati anche in una nuova visual identity: è sparito il colore blu dal logo, ora sostituito da un rosso intenso che diventa il colore dell’intero packaging. Anche il font è diventato più solido ed è accompagnato dalla data di fondazione per sottolineare la storicità del brand.
Nuovo logo e nuovo packaging Barilla
Restyling logo: come si fa
Il logo è l’elemento grafico più importante dell’intera identità visuale di un’azienda, che si riflette su tutta l’immagine coordinata.
Quando, per uno dei vari motivi che abbiamo visto, si decide di ridisegnare o ritoccare il logotipo, la prima cosa da fare è ricercare i punti deboli del marchio, per poterlo poi cambiare in modo coerente con quella che dovrà essere la nuova visione aziendale.
Ridefinire il design di un’azienda può avere molti vantaggi ma bisogna prendere in considerazione diversi fattori nella fase di analisi; come il mercato in questione.
Esistono, infatti, settori che si basano su concetti di tradizione e stabilità, pertanto non potranno essere trattati come quelli in cui dominano concetti di cambiamento, innovazione e flessibilità.
Una banca, per fare un esempio, deve saper trasmettere sicurezza, anche attraverso la scelta del colore e del font, e non può rischiare di rivoluzionare la propria immagine compromettendo questo concetto di stabilità. Ci vorrà quindi molta cautela.
Esistono invece altri settori, come quello dei media, rivolti al mondo dei giovani, che devono mutare spesso la propria immagine, mantenerla sempre viva, al passo con i tempi.
Quindi è fondamentale conoscere il mercato di riferimento, le sue necessità e il suo target, per creare un restyling giusto.
L’operazione non è sempre semplice: ci sono casi in cui il restyling del logo non ha avuto molto successo, probabilmente perché non si è dedicata la giusta cura alla fase di analisi. È il caso di Kraft, che dopo un restyling del 2009 poco apprezzato è tornata nel giro di pochi anni a un logo più vicino a quello originale.
L’azienda e i designer dovrebbero tener conto anche del legame emotivo che i clienti hanno con il vecchio marchio per stabilire quanto è possibile sbilanciarsi con la trasformazione.
Esempi di restyling della nostra Agenzia
Desidero concludere questo articolo presentando alcune immagini dei restyling dei loghi che la nostra agenzia di grafica ha realizzato. Questi progetti evidenziano come un buon restyling possa rivitalizzare l’identità di un brand, rendendolo più attuale.
Il tuo logo ha bisogno di un restyling?
Stefano Comencini
Fondatore e Direttore Marketing di Ideare per Comunicare, web agency di Verona, riconosciuta per la sua competenza nel branding, nello sviluppo web e nella creazione di strategie di crescita efficaci per le piccole e medie imprese.