Campagne Google Ads

Campagne Google Ads

Tipi di campagne Google Ads

In questo articolo parliamo di Google Ads, la famosa piattaforma che consente di fare pubblicità a pagamento su Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo. 

Google Ads è uno mezzo pubblicitario indispensabile per aziende (sia grandi che pmi) e professionisti; per chi vende prodotti e per chi vende servizi. Insomma,  un eccezionale strumento  di web marketing per chiunque voglia far decollare la propria realtà online. 

Uno dei più grandi vantaggi, come vedremo più avanti, è che l’annuncio pubblicitario creato dall’inserzionista ha un costo strettamente legato alle azioni degli utenti; ovvero l’inserzionista non paga per mostrare l’annuncio, ma gli viene addebitato un costo solamente nel momento in cui un utente clicca sul suo annuncio (sistema PPC, Pay per click).

Quanti tipi di campagne Google esistono? 

Ci sono diverse tipologie di campagne Google Ads, ciascuna con caratteristiche e modalità di funzionamento proprie. Scopriamole:

Probabilmente sono le campagne Google più conosciute, e consistono in annunci
testuali che compaiono nella pagina dei risultati del motore di ricerca.

Quando un utente digita la sua ricerca (query) su Google, in risposta appaiono dei risultati;
alcuni –solitamente i primi – preceduti dalla dicitura “Annuncio”.

Sono proprio questi gli annunci di tipo “Search”; che si attivano quando l’utente
digita determinate keyword, le stesse che l’inserzionista aveva scelto per il suo annuncio.

L’annuncio pubblicitario, quindi, apparirà solamente se pertinente rispetto alla
ricerca dell’utente. 
Facciamo un esempio chiarificatore:

Marco deve installare un climatizzatore nella sua abitazione, perciò cerca su internet un’azienda della sua città che si occupi d’impianti di condizionamento. Su Google digita la sua ricerca utilizzando questi termini: “installazione climatizzatori a Roma”.

Google, in risposta, gli offre una lunga serie di risultati; il primo che compare è l’annuncio di un'azienda, la Cheroteramica, che aveva creato un annuncio Google Ads Search indicando proprio “installazione climatizzatori a Roma” come keyword per comparire tra i risultati di ricerca. Nel momento in cui Marco, reputandolo utile, clicca su quell’annuncio, all’azienda inserzionista viene addebitato un costo.

campagne google ads

Campagne Rete Display

Brevissima premessa: la rete display è un gruppo di siti web che hanno accettato di mostrare gli annunci Google. 

Una campagna Google Ads Display si manifesta attraverso annunci testuali, video o banner pubblicitari che Google mostra all’interno dei siti web appartenenti alla sua rete.

È il proprietario del sito web a decidere il tipo di formato che vuole ospitare all’interno del proprio sito. Anche qui un esempio, anche se di fantasia, sarà di aiuto più di molte parole:

Luca sta cercando un hotel a Bibione e visita il sito dell’“Hotel Bibione Palace” per informarsi su prezzi e servizi. Poi esce dal sito senza prenotare. Poco tempo dopo, Luca legge le notizie sportive sul sito della Gazzetta dello Sport (sito che fa parte della rete display di Google) e tra le varie inserzioni pubblicitarie c’è anche un annuncio dell’hotel “Bibione Palace”, accompagnato da una promozione allettante. Luca, vedendo la pubblicità, si ricorda dell’hotel e, probabilmente, tornerà sul sito per prenotare.

esempio annuncio rete display

Questo è solo un esempio di un possibile funzionamento della rete display, che è molto efficace quando si usa la strategia di “retargeting”, ovvero di rintracciamento degli utenti che avevano già visitato il sito web, come abbiamo appena visto.

Tra le campagne display ci sono anche le campagne Gmail, che mostrano gli annunci pubblicitari all’interno delle caselle di posta elettronica. Tali annunci somigliano proprio ad una e-mail, ma sono preceduti dalla dicitura “Ann.” o ”Annuncio”.

esempio annuncio
Come si vede in questa immagine, prima dell’elenco delle e-mail ricevute, c’è un annuncio pubblicitario di Postepay che ha tutto l’aspetto di una normale email e che, proprio per questo motivo, spinge l’utente a cliccarci sopra.

Campagne Google Shopping

Le campagne “Shopping” sono adatte ai rivenditori online (e-commerce) che desiderano mostrare i propri prodotti direttamente nella pagina dei risultati di ricerca di Google. Utilizzando immagini dei prodotti, prezzi e informazioni pertinenti, è possibile offrire agli utenti un’esperienza di shopping visiva ed efficace. 

Le inserzioni di Google Shopping non appaiono quindi come semplici annunci di testo, ma mostrano le immagini dei prodotti e le loro descrizioni. Generalmente sono visibili in cima alla pagina dei risultati del motore di ricerca quando l’utente digita determinate keyword (come per gli annunci Search) oppure nell’apposita tab “Google Shopping”.

I vantaggi includono un maggiore coinvolgimento degli utenti, un’esperienza di acquisto più diretta e la possibilità di raggiungere un pubblico altamente qualificato

Per questo tipo di annunci, l’inserzionista deve caricare sulla piattaforma “Google Merchant Center” i propri prodotti per pubblicizzarli.

annunci shop google

Nel nostro esempio abbiamo cercato il prodotto “frigorifero da incasso”.

Un altro esempio cercando “scarpe da trekking”:

realizzazione campagne google

Campagne Local

Le campagne locali offrono un’opportunità unica per le attività fisiche o i fornitori di servizi specifici che desiderano raggiungere direttamente gli utenti nella loro area geografica. 

Queste campagne consentono di pubblicare annunci che forniscono informazioni utili sulla propria attività, come l’indirizzo, il numero di telefono e le indicazioni stradali. 
In questo modo è possibile attrarre potenziali clienti locali e aumentare sia le visite al punto vendita che l’interesse per i servizi offerti.

Campagne Google Video

Le campagne Google video, rispetto le altre campagne, si distinguono per il dinamismo e la capacità di intrattenimento. Il più delle volte si appoggiano al famosissimo canale di YouTube.

Con l’aumento del consumo di contenuti video online, è possibile sfruttare il grande potenziale di coinvolgimento degli annunci video per promuovere il marchio, raccontare storie coinvolgenti e aumentare la consapevolezza dell’attività.

Per questi annunci, Google permette di scegliere il target cui mostrare l’annuncio per
aumentare le possibilità di ottenere conversioni, e questo tipo di advertising costa meno di altri tipi di campagne poiché vi è meno concorrenza. Esistono diversi tipi di campagne video:

  • Video discovery: costituiti da un’immagine in miniatura del video, accompagnata da un testo che invita l’utente a cliccare per iniziare la riproduzione. Il video viene quindi riprodotto sulla pagina di visualizzazione o su quella del canale di YouTube.
  • In stream: Gli annunci in-stream si dividono in “ignorabili” e “non ignorabili”. I primi vengono riprodotti prima, durante o dopo altri video ma, dopo 5 secondi, chi guarda il video ha la possibilità di saltare l’annuncio. Mentre gli annunci “non ignorabili” durano circa 15 secondi e gli spettatori, come suggerisce il nome, non possono chiudere l’annuncio.
  • Annunci bumper: sono video brevi ed incisivi della durata massima di 6 secondi. Gli spettatori non possono saltare l’annuncio.
  • Annunci outstream: gli annunci outstream sono annunci video specifici per i dispositivi mobili che vengono mostrati solo nei partner video Google. Sono riprodotti inizialmente con l’audio disattivato. Gli spettatori possono toccare l’annuncio per riattivare l’audio del video.

 

Campagne per App

Questo tipo di campagna Google, consente agli inserzionisti di promuovere le loro applicazioni mobili su dispositivi Android e iOS attraverso la rete di annunci di Google, compresa la Rete di Ricerca, la Rete Display e YouTube. È possibile raggiungere potenziali utenti interessati all’utilizzo dell’app, aumentare le installazioni e promuovere l’engagement all’interno dell’app stessa.

Campagne di Remarketing

Le campagne di remarketing di Google  consentono di raggiungere gli utenti che hanno già visitato il sito web o interagito con l’attività in qualche modo. 

Attraverso le campagne di remarketing, è possibile mostrare annunci mirati agli utenti mentre navigano su altri siti web o utilizzano app. Questi annunci possono essere personalizzati in base alle azioni o alle pagine specifiche che gli utenti hanno visitato precedentemente sul sito. Ad esempio, se un utente ha visualizzato un prodotto specifico sul sito senza però concludere l’acquisto, è possibile presentargli un annuncio personalizzato che promuove quel prodotto specifico, incoraggiandolo così a ritornare e finalizzare l’acquisto.

Inoltre, è possibile utilizzare strumenti di targeting avanzati per affinare ulteriormente il pubblico. Ad esempio, è possibile creare segmenti di pubblico basati su comportamenti specifici degli utenti, come l’abbandono del carrello degli acquisti o il tempo trascorso sul sito. Questo consente di mostrare annunci altamente pertinenti e personalizzati agli utenti che hanno maggiori probabilità di convertire.

Le campagne di remarketing di Google rappresentano quindi un potente strumento per massimizzare il ritorno sull’investimento pubblicitario, mantenendo il marchio al centro dell’attenzione degli utenti e convertendo i visitatori in clienti. 

Campagne Performance Max

Le campagne Performance Max di Google rappresentano un’evoluzione nel mondo della pubblicità digitale, poiché sfruttano il potere del machine learning per ottimizzare le prestazioni delle campagne Google Ads e aiutare gli inserzionisti a raggiungere il loro pubblico target in modo mirato ed efficace.

Queste campagne fanno uso di tutti i diversi posizionamenti offerti da Google, che includono Search, rete Display, Gmail, Discover, Shopping e YouTube.

Le Performance Max utilizzano algoritmi di machine learning avanzati per analizzare in tempo reale i dati e ottimizzare automaticamente le offerte, i budget e gli annunci per massimizzare il rendimento della campagna.

Se vuoi approfondire l’argomento, abbiamo dedicato un articolo a parte alle campagne Google Performance Max.

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Realizzazione campagne Google

Una volta stabilito il tipo di campagna Google più adatto alle proprie esigenze, segue la fase operativa di creazione della campagna stessa. Per creare campagne pubblicitarie efficaci è necessario conoscere approfonditamente questo strumento e tener monitorati i risultati.

Gli esperti nella gestione di campagne Google Ads, infatti, hanno tantissimi parametri tra cui scegliere quando creano una campagna, scopriamo i più importanti.

Come impostare una campagna Google Ads:

  1. Definire l’obiettivo: Come prima cosa occorre indicare a Google quale obiettivo si desidera raggiungere con la campagna pubblicitaria selezionata. Gli obiettivi possono essere:
    Copertura: far conoscere la propria azienda/attività a più persone possibili.
    Traffico: portare gli utenti a visitare il sito web.
    Lead generation: ottenere i dati degli utenti (es. indirizzo e-mail).
    Vendita: portare l’utente ad acquistare i prodotti sull’e-commerce.
    Promo di App: qui l’obiettivo è far scaricare la propria applicazione agli utenti.

    Una volta scelto l’obiettivo della campagna Ads, vanno impostati altri parametri, tra cui:

  2.  Geo-targeting: si stabilisce in quali località vogliamo che sia visto l’annuncio.
  3. Segmenti di pubblico: con questo parametro, si possono intercettare le persone che hanno determinati comportamenti sul web, che consideriamo rilevanti per le nostre campagne.
  4. Metodo di pubblicazione: può essere standard o accelerato. Nel primo (che è consigliato a quasi tutti gli inserzionisti) il budget viene ottimizzato distribuendo la spesa lungo l’arco dell’intera giornata, mentre la pubblicazione “accelerata ” richiede un grosso budget da investire e serve a chi, ad esempio, vuole la massima visibilità degli annunci nelle prime ore della giornata.
  5. Budget: si stabilisce il budget giornaliero medio che si intende spendere per la campagna.

Vantaggi Campagne Google Ads

Il vantaggio principale delle campagne Google, trattandosi di pubblicità, è quello di ottenere molta visibilità. Nel caso delle campagne “search” si intercetta un bisogno dell’utente espresso in
maniera attiva tramite le sue ricerche.

Con gli annunci “search”, quindi, si ha la possibilità di comparire nelle prime pagine dei risultati Google. Anche per le altre tipologie di campagne, nonostante gli annunci compaiano in maniera più “passiva”, si ottengono ottimi risultati in termini di visibilità.
Altri vantaggi delle campagne Google Ads sono:

  • Rapidità: Le campagne si attivano in tempi brevi e si possono modificare in tempo reale. È importante, infatti, tenerle monitorate analizzando le performance, e apportare eventuali modifiche per ottimizzarle.
  • Si pagano solo i click: Grazie al sistema PPC si andrà a pagare solo se un utente clicca effettivamente sull’annuncio.
  • Ampia copertura: Essendo Google il motore di ricerca più utilizzato, si avrà la possibilità di raggiungere un enorme bacino di utenti.
  • Precisione: Gli annunci possono essere indirizzati a gruppi specifici di utenti, ad esempio persone di una specifica nazione, regione, città; affinando così il proprio target in base alle proprie esigenze di mercato.

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Core Web Vitals

core web vitals

Google Core Web Vitals: cosa sono?

I Core Web Vitals sono le più recenti metriche introdotte da Google per valutare l’esperienza degli utenti (user experience o UX) sui siti web. Questi parametri servono a scoprire se le persone interagiscono con le pagine di un sito in maniera semplice e appagante.

I Web Vitals di Google vanno ad aggiungersi agli altri fattori SEO (usabilità sui dispositivi mobili, protocollo HTTPS, velocità di caricamento della pagina e altri), diventando anch’essi determinanti per il posizionamento di un sito web.

Ricordiamo che Google è da anni che misura l’efficienza dei siti web. Dal 2010, ad esempio, ha cominciato a considerare la velocità come elemento per valutare la user experience. Negli anni ha affinato sempre più le sue metriche e i suoi algoritmi andando ad indagare via via nuovi aspetti. Quello di Google è un lavoro in continua evoluzione: man mano che raccoglie dei dati, si prepara a misurarne di nuovi.

Perché Google ha introdotto i Core Web Vitals?

Forse ti starai chiedendo: perché Google è così interessato a misurare e comprendere l’esperienza degli utenti online?
Perché l’obiettivo di Google è sempre stato quello di rendere la ricerca di informazioni un’esperienza semplice e soddisfacente per le persone.

In altre parole, gli utenti devono trovare velocemente risposte chiare ed esaustive alle loro domande. Questo fa sì che gli utenti continuino ad utilizzare Google come strumento per le loro ricerche in rete. Pertanto, Google premia i siti web più performanti ponendoli in cima ai risultati di ricerca.

seo

Solo per fare un esempio, consideriamo il fattore velocità: immaginiamo un sito web ricco di contenuti utili ma lento a caricare. Questa lentezza causerà l’uscita dal sito da parte degli utenti perché le persone vogliono trovare risposte velocemente, non sono disposte ad aspettare a lungo che la pagina si carichi. 

La loro pazienza non va, in media, oltre i 3 secondi; superare questo limite significa perdere molto traffico. Questo si traduce poi in un problema per il proprietario del sito, ma anche per Google che interpreta la ripetuta azione degli utenti (abbandono del sito) come un segnale negativo che gli indica che quel sito non è utile, e quindi non meritevole di trovarsi tra i primi risultati di ricerca.

In definitiva, Google vuole aiutare le persone che si rivolgono alla sua piattaforma per trovare informazioni. I siti web che danno una risposta chiara, rapida e che offrono una navigazione semplice e intuitiva saranno considerati i migliori.

Ora che abbiamo ricordato quali sono gli obiettivi di Google, entriamo nel vivo dell’articolo e scopriamo quali sono i web vitals.

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Web vitals: quali sono?

I Core web vitals, attualmente, sono 3:

1) LCP: misura la velocità di caricamento del contenuto principale della pagina. Questo parametro (Largest Contentful Paint) indica quanto tempo impiega l’elemento più grande della pagina (può essere un’immagine oppure un video) a caricarsi sul display dell’utente (sia su desktop che su dispositivi mobili!). 

Più aumenta il tempo di caricamento, superando i 2,5 secondi entro i quali la velocità è considerata buona, e più aumenta la possibilità che l’utente abbandoni il sito. Questo si traduce in un’alta frequenza di rimbalzo e, conseguentemente, in un basso tasso di conversione. Ancora una volta, Google ci ricorda che la velocità di caricamento è un aspetto fondamentale; se trascurata rischia di minare ogni strategia SEO in atto.

2) FID sta per First Input Delay e misura il tempo che passa tra la prima interazione dell’utente sul sito (es.click su un bottone o il click su un link) e la risposta del browser a quell’azione. Buone tempistiche sono quelle entro i 100 millisecondi, superati i quali cresce la tendenza delle persone ad abbandonare la pagina, e se si superano i 300ms si rischiano vere e proprie penalizzazioni.

AGGIORNAMENTO: Da marzo 2024 Google ha introdotto un nuovo parametro chiamato INP (Interaction to Next Paint) che sostituisce quello FID e che analizza la latenza di tutte le interazioni dei visitatori sul sito web.

3) CLS: misura la stabilità visiva della pagina. Immaginate di voler cliccare su un elemento di una pagina web, ad esempio un bottone, ed improvvisamente questo si sposta e vi fa cliccare su un elemento che a voi non interessava. L’esperienza di navigazione non sarà certo positiva e questo Google lo sa. Ecco perché ha introdotto il Cumulative Layout Shift, che misura quanto una pagina web è graficamente e visivamente stabile. Se ci sono elementi del layout (testi, box, immagini) che si muovono in maniera imprevista e indesiderata, verrà attribuito un punteggio basso al CLS.

I web vitals, come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, non saranno gli unici fattori a influenzare il ranking, semplicemente si aggiungeranno a quelli utilizzati finora da Google.
Google continuerà a valutare come elemento primario i contenuti, premiando le pagine con le informazioni più interessanti e pertinenti.
Ma, tra due siti con contenuti di pari qualità, sarà l’esperienza utente a fare la differenza sul posizionamento della pagina nei risultati di ricerca.

I Core Web Vitals sono un’ottima occasione per migliorare le performance del proprio sito sia a livello di SEO che di UX.

Per misurare i Core Web Vitals si può utilizzare questo tool gratuito. Una volta individuati i problemi, il consiglio è di rivolgersi ad un professionista in grado di intervenire sulle problematiche per non perdere traffico e opportunità di conversione.

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Campagne Performance Max di Google

campagne performance max di google

Cosa sono le campagne Performance Max

Le campagne Performance Max di Google sono un nuovo modo di fare digital advertising che si avvale del machine learning per ottimizzare il rendimento delle campagne Google Ads, sfruttando tutti i posizionamenti di Google (Search, rete Display, Gmail, Discover, Shopping e YouTube). L’obiettivo è aiutare gli inserzionisti a raggiungere in maniera più mirata ed efficace il proprio pubblico.

Come abbiamo già detto in altri articoli del nostro blog, per far funzionare una campagna pubblicitaria è fondamentale intercettare la giusta audience, ovvero le persone realmente interessate ai propri servizi/prodotti.
Google questo lo sa ed ora, grazie l’intelligenza artificiale, conta di poter aiutare ancor di più le aziende a trovare i loro potenziali clienti e ad aumentare le conversioni.

performance max google

Le nuove abitudini degli utenti

La ricerca “Google Mobility Trends” del 2020 ha messo in luce com’è cambiato il comportamento dei consumatori dopo la pandemia da Covid19: gli acquisti on-line sono aumentati per il 70% delle persone. Questo ha fatto aumentare il costo per acquisizione (CPA), un problema per le aziende che investono in advertising digitale.

Perciò Google ha ideato la soluzione Performance Max, con la promessa di facilitare il processo di acquisto degli utenti, a vantaggio anche degli inserzionisti.

Campagne Performance Max: come funzionano

Nella realizzazione di una campagna andrà selezionato l’obiettivo che si vuole raggiungere e verranno create grafiche e testi dell’annuncio. Gli obiettivi aziendali sono al centro di questo nuovo sistema di advertising e sono principalmente:

  • Vendite online (e-commerce)
  • Vendite offline (visite al negozio fisico)
  • Generazione di contatti

Insomma, obiettivi di conversione cui eravamo già abituati ma che, con l’ausilio del machine learning, dovrebbero essere raggiunti più facilmente.

Cosa avviene concretamente una volta creata la campagna? Google posiziona l’annuncio su tutte le sue piattaforme fino a trovare il canale migliore per intercettare i potenziali acquirenti. Ovviamente avrà bisogno di tempo per fare questo e i risultati saranno in continua evoluzione.

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I vantaggi di Google Performance Max

Ecco alcuni dei benefici che le campagne Performance Max di Google possono portare:

  • Raggiungimento di obiettivi pubblicitari specifici (es. aumentare le vendite online).
  • Servirsi di tutti i canali pubblicitari di Google con un’unica campagna.
  • Campagne pubblicitarie più performanti: grazie alle numerose informazioni di cui è in possesso Google, che gli fanno comprendere abitudini ed intenti delle persone online, è possibile raggiungere in modo più mirato la propria target audience.
  • Ottenere in tempo reale gli aggiornamenti sulle performance, con dati precisi che aiutano ad ottimizzare la campagna, intervenendo rapidamente in corso d’opera.
  • Infine, gli automatismi di Google offrono il vantaggio di risparmiare tempo, per dedicarsi a quegli aspetti che continueranno ad essere di competenza dell’uomo: strategia e creatività, come spiegheremo nel prossimo paragrafo.
performance max google

Tiriamo le somme: vale la pena usare queste nuove Ads?

Google Performance Max è da poco uscito da una fase di test e non possiamo sbilanciarci con dei giudizi. I risultati li scopriremo col tempo. Indubbiamente, l’intelligenza artificiale e il machine learning stanno portando risultati sorprendenti in vari ambiti, già da tempo. Pertanto non è difficile credere che Google Performance Max potrà essere un nuovo, valido modo di fare pubblicità online.

A questo punto, può sorgere spontanea la seguente domanda:

“Se Google sarà così bravo ad aiutare le aziende, come potrò fare emergere la mia attività da quelle dei competitor?”

In altre parole, viene il sospetto che non si abbia più alcun controllo e che l’esito delle campagne dipenda unicamente da big G.
Tranquilli, l’intelligenza umana continuerà ad avere il suo peso attraverso:

  • Creatività: saranno le idee originali e creative impiegate nella creazione di testi, video ed immagini l’elemento differenziante.
  • Strategia: Google non decide né suggerisce gli obiettivi di una campagna; continueranno ad essere pensati all’interno di una più ampia strategia di marketing. Analogamente, sarà importante stabilire correttamente le impostazioni di Google Analytics.

Insomma, con Performance Max potremmo lasciar a Google, e all’enorme mole di dati di cui è in possesso, il “lavoro sporco” e concentrarci su ciò che ancora non è in grado di fare.

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Siti web e/o web marketing?

siti-o-web-marketing

In questo articolo ho il piacere di raccontare brevemente come lavoriamo quando ci viene richiesta la realizzazione di un sito web per una struttura ricettiva. Insomma, il nostro approccio e la nostra filosofia di fronte la richiesta di “ricevere più prenotazioni dirette tramite il sito internet”.

Partiamo da una considerazione: i siti web non sono tutti uguali; non esiste una formula da applicare indistintamente a tutti i tipi di aziende. Un sito e-commerce avrà esigenze diverse da quello di un’azienda locale, il sito web di uno studio medico verrà concepito secondo logiche diverse rispetto il sito di un ristorante e così via.

Ogni tipologia di attività ha il suo obiettivo ed è proprio intorno ad esso che noi cuciamo il sito web. Le strutture ricettive hanno come obiettivo principale quello di vendere camere in maniera diretta; senza, cioè, dipendere dalle OTA o altri intermediari. Tutto il nostro lavoro di web agency è orientato in questa direzione.

Chiariamo subito che, per raggiungere questo scopo, non esiste un “sito web magico”: nessun sito è in grado di ricevere prenotazioni dirette da solo, ma dev’essere supportato da specifiche attività di marketing (che portino traffico al sito web). Nelle prossime righe scopriremo, attraverso degli esempi, perché le due attività (sito e web marketing) non devono essere pensate come due cose separate.

Certo, ci sono molte cose che si possono e si dovrebbero fare per rendere un sito web uno strumento di conversione ; anzi è indispensabile che sia performante e che guidi l’utente verso la prenotazione in pochi click.

Un sito, infatti, può essere bello, creativo, ricco di immagini, ma una delle cose più importanti, è che sia facilmente fruibile. L’estetica ha la sua importanza ma non deve interferire con l’“usabilità” del sito stesso. Credere di distinguersi dai competitor e ricevere più prenotazioni con un sito web ricco di “effetti speciali” è un grosso errore.

Se l’utente non capisce dove cliccare per prenotare perché bombardato da distrazioni, come pop-up o elementi che rallentano e confondono, abbandonerà la navigazione e preferirà prenotare da booking.com, dove trova più chiarezza e facilità d’utilizzo. 

Fatta questa breve premessa sull’importanza di un sito web chiaro e performante vediamo, attraverso degli esempi, il rapporto tra sito web e attività di web marketing.

Esempio 1:

Cinzia, un’albergatrice stanca di dipendere dalle OTA, decide di investire in un sito web bello ma anche veloce, moderno e con tutte le migliori qualità che possano favorire le prenotazioni dirette sul sito. Non sa, perché chi le ha realizzato il sito non gliel’ha spiegato, che questo non basterà al raggiungimento del suo obiettivo. Lo strabiliante sito nuovo di zecca è destinato a ricevere poche visite, e di conseguenza poche prenotazioni. Se il sito non viene trovato dagli utenti online, è come se non esistesse. La soluzione è definire un piano di web marketing per portare traffico al  sito, come vedremo più avanti.

Esempio 2:

Un altro albergatore, Antonio, ha investito parecchi soldi in campagne pubblicitarie per far approdare le persone sul sito web della sua struttura e farle prenotare da lì. Questa strategia ha in parte funzionato: le persone sono entrate nel sito ma, con la stessa facilità, sono anche uscite. Questo perché, una volta atterrate sul sito web, hanno riscontrato delle problematiche:

  • Il sito è lento a caricare
  • Caotico, non si capisce dove cliccare per prenotare
  • Le immagini sono di scarsa qualità
  • La descrizione delle camere è approssimativa
  • La descrizione e i prezzi dei servizi sono poco chiari

Questi esempi, sebbene molto semplici, fanno capire che sito web e attività di web marketing vanno a braccetto, e non possono essere pensate separatamente se si vuole creare una solida strategia di disintermediazione dalle OTA.

“Le performance di un sito web per hotel si misurano in prenotazioni dirette”

Ora, però, voglio raccontarti come la nostra web agency si attiva di fronte la richiesta
di un albergatore nella realizzazione di un sito web
e di come lo accompagniamo
verso il raggiungimento dei suoi obiettivi di vendita.

Un sito web che converte

La nostra web agency, trovandosi nel territorio altamente turistico del Lago di Garda, ha acquisito negli anni competenze specifiche nella realizzazione di siti web & marketing turistico.
Ecco brevemente come interveniamo e la nostra metodologia di lavoro:

Briefing iniziale
Facciamo un’analisi con il cliente per capire le caratteristiche della sua struttura; cosa la distingue dai competitor; i servizi su cui vuole puntare e, soprattutto, il suo "cliente-tipo".
Elaborazione strategia
Sulla base del brief, elaboriamo una proposta strategica per raggiungere gli obiettivi del cliente. Pensiamo a come realizzare il sito web della struttura, e quali strumenti di web marketing utilizzare, ideando campagne pubblicitarie ad hoc.
Raccolta materiale
Occorrono foto, video e testi per la realizzazione del sito. Se il cliente non riesce a fornire questo materiale, possiamo occuparcene noi con i nostri copywriter, grafici, fotografi e videomaker.
Creazione pagine e grafica
Dopo aver raccolto i contenuti, creiamo le pagine del sito web rendendole chiare e facili da fruire per gli utenti. Grazie ai graphic designer, inoltre, rendiamo il sito accattivante e coerente con l’immagine dell’hotel.
Test
La prima bozza del sito viene fatta in un “ambiente test”, dove sarà possibile valutare lo stato di avanzamento dei lavori, ed apportare le necessarie modifiche. Inoltre si verifica che il sito web funzioni su tutti i browser.
Versione mobile e responsive
Un sito web oggi deve poter essere visibile su qualsiasi dispositivo mobile (smartphone & tablet ). Per fare questo, si utilizzano delle tecniche per adattare i contenuti alle dimensioni dei vari display.
Pubblicazione
Una volta approvata la versione test, il sito viene messo online definitivamente.
Web marketing
A questo punto si lavora sulla pubblicità, attivando campagne sponsorizzate per portare traffico al sito web e renderlo così un potente strumento di conversione, in grado di generare prenotazioni dirette.

Come vedi, l’ultimo (ma non per importanza) step è quello della promozione, indispensabile a portare le persone al sito web. Oggi esistono molti strumenti di marketing che permettono di farsi conoscere facilmente dagli utenti, ovunque essi si trovino. Nel nostro lavoro ci serviamo principalmente di:

Campagne Google Ads

Utili per promuovere un sito web in maniera immediata, inserendo annunci a pagamento all’interno delle pagine di ricerca di Google.

Social Media Marketing

Serve sia a comunicare con le persone attraverso i Social Media (come Facebook, e Instagram,) consolidando così la propria brand reputation, sia per creare campagne sponsorizzate mirate a precisi gruppi di persone.

E-mail marketing 

Infine, non dimentichiamo l’importanza delle e-mail sia per comunicare in modo diretto e veloce con i clienti, ma soprattutto come lo strumento per fidelizzare i propri ospiti con l’invio, ad esempio, di offerte personalizzate.

Riassumendo:

  • Il sito web da solo (ossia senza supporto di attività di web marketing) per quanto ben concepito non riceverà visite…e quindi potenziali prenotazioni.
  • Attività di web marketing da sole (che però portano ad un sito lento, caotico ecc. ) saranno insufficienti per raggiungere l’obiettivo di vendita; come abbiamo visto, l’utente uscirà dal sito e… addio prenotazione!
  • Sito web (ben costruito) & attività di marketing incluse in un unico piano strategico
    significa portare molte visite al sito; il quale, grazie alla sua facilità d’uso per l’utente, genererà più prenotazioni

“C’è sempre un piano strategico alla base del successo”.

Quando incontriamo i nostri clienti, esploriamo anche altri dettagli, al fine di rendere le attività di marketing più efficaci. Ad esempio, cerchiamo di capire bene il loro cliente-tipo per andare a colpire in modo mirato quegli utenti e non disperdere risorse. 

Concentrarsi sul proprio target aiuta anche a confezionare offerte e promozioni specifiche davvero allettanti e quindi capaci di condurre le persone alla prenotazione. Con questo articolo spero di averti dato utili spunti di riflessione per la tua attività. 

Se vuoi approfondire l’argomento noi siamo pronti ad ascoltarti e a rispondere ai tuoi dubbi. 

Vuoi ricevere più prenotazioni dirette con un sito web che converte?

Come leggere i dati di Google Analytics

Come leggere i dati di Google Analytics

Come leggere i dati di Google Analytics? Lo scopriamo in questo articolo!

Hai fatto realizzare il sito web della tua azienda/attività, probabilmente nella speranza che riceva quante più visite possibili; magari hai anche investito in strategie SEO per ottimizzare il suo posizionamento sui motori di ricerca; oppure hai speso soldi per sponsorizzarlo attraverso Google Ads o le campagne pubblicitarie sui Social media.

Ma, indipendentemente da come arrivi il traffico al tuo sito web, sei sicuro che lo stai analizzando con attenzione? 

Normalmente, le web agency come la nostra che realizzano siti web, forniscono periodicamente al cliente dei report con i dati relativi il traffico del suo sito; e lo fanno grazie a un’importante strumento di monitoraggio che è Google Analytics.

“Google Analytics è un servizio di web analytics gratuito di Google che consente di analizzare delle dettagliate statistiche sui visitatori di un sito web. Google Analytics è il servizio di statistiche più usato nel web ed è utilizzato da circa il 56,4% degli stessi siti web”.

Wikipedia

Cos’è e a cosa serve Google Analytics

Google Analitycs è un servizio gratuito di Google che serve a monitorare il proprio sito web e lo fa, in estrema sintesi, attraverso un codice di monitoraggio che viene installato in ogni pagina del sito.

Analytics registra una vasta gamma di dati utili e, tramite grafici, tabelle e statistiche, mostra il comportamento degli utenti sul proprio sito web. 

Chiunque abbia un sito dovrebbe sfruttare le potenzialità di Google Analytics. Ti ricordo, infatti, che un sito web non è solo una vetrina per mostrare prodotti o servizi, ma- se progettato secondo certe logiche- può diventare uno degli strumenti di marketing e di vendita più importanti.

E Google Analytics non fa altro che supportare il sito web, misurando il suo rendimento per renderlo sempre più efficiente.

In questo articolo non mi occuperò dei dettagli tecnici di Google Analytics, in quanto è un argomento abbastanza vasto, ma mi limiterò a spiegarti, nel modo più semplice, alcuni dati che raccoglie Analytics. 

Innanzitutto ci sono quattro macro aree principali che vengono prese in considerazione (chiamati rapporti): pubblico, acquisizione, comportamento e conversioni. Scopriamole.


grafici Google Analytics

PUBBLICO

Questa sezione, come dice il nome, raccoglie alcune informazioni sugli utenti, come:

  • Età
  • Sesso
  • Provenienza geografica
  • Lingua parlata
  • Interessi
  • Dispositivi che utilizzano per connettersi a internet

È utile conoscere questo “identikit” dei visitatori perché fa capire se si sta puntando sul giusto target, e anche per creare delle efficaci e mirate campagne di marketing (ad esempio indirizzandole a un pubblico di una specifica area geografica).

ACQUISIZIONE

Questa sezione ci aiuta a capire attraverso quali canali gli utenti sono atterrati sul sito.
Le persone, infatti, potrebbero essere entrate grazie a:

  • Ricerca organica su Google
  • Cliccando su una campagne PPC
  • Seguendo un link da un altro sito (Referral) o un link riportato in una e-mail
  • Attraverso le pagine Social
  • In maniera diretta digitando l’indirizzo internet

È importante, specialmente se sono attive delle campagne pubblicitarie a pagamento, conoscere da dove arriva traffico al sito web.

esempio google

COMPORTAMENTO

Questo report prende in esame tantissime informazioni sul comportamento degli utenti; mostrando il numero di persone approdate sul sito e il tempo trascorso sulle sue pagine, inoltre indica:

  • Le pagine più visitate, da questo dato individuiamo quali contenuti riscuotono maggior successo e gli interessi del target.
  • Il flusso di comportamento; che ci fa scoprire come gli utenti si muovono da una pagina all’altra del sito, da dove iniziano la navigazione e, soprattutto, in quali pagine abbandonano il sito web. Se, ad esempio, Analytics ci indica che gli utenti abbandonano il sito sempre nelle stesse pagine, è altamente probabile che in quei punti ci siano delle problematiche da risolvere.

Qui, inoltre, un dato molto importante cui fare attenzione è la “frequenza di rimbalzo” che esprime in percentuale il numero di utenti che si limitano a visitare una singola pagina del sito web e che, in pratica, non interagiscono con il sito e non esplorano le altre pagine.

Nella maggior parte dei casi un’alta frequenza di rimbalzo può essere indice di problemi (banalmente potrebbe essere causata dalla lentezza del sito) ma attenzione: non esiste in assoluto un valore ottimale di percentuale di rimbalzo, molto dipende dalla tipologia del sito web ed è un dato che va contestualizzato.

CONVERSIONI

“Conversioni” è uno dei rapporti più utili, soprattutto per pianificare strategie di marketing e monitorare l’efficacia delle campagne pubblicitarie.

La conversione esprime il completamento con successo di un’azione di marketing orientata a far compiere agli utenti una determinata azione; ad esempio, l’acquisto di un prodotto, la sottoscrizione di una newsletter, il download di un documento, l’accesso al sito web ecc.

Come prima cosa, quindi, bisogna decidere e comunicare a Google l’obiettivo di conversione mentre, in un secondo momento,  verificare periodicamente se quell’obiettivo è stato raggiunto (controllando il tasso di conversione che è la percentuale dei visitatori del sito che hanno effettuato una conversione).

Oltre al tasso di conversione, per stabilire se le azioni intraprese sul sito stanno portando i risultati desiderati, bisogna conoscere anche il ROI (Return on investment) che, in pratica, esprime quanto una determinata operazione online ha fatto guadagnare.

grafico Google Analytics

Conclusioni

Riassumendo, possiamo dire che Google Analytics è indispensabile per:

  • Monitorare gli accessi al sito
  • Fare un identikit dei visitatori
  • Verificare e migliorare le proprie strategie di marketing
  • Capire da quali canali gli utenti accedono al sito e come lo navigano

Ti ricordo che i parametri che Google Analytics è in grado di fornire sono davvero tantissimi e non finisce quindi qui l’elenco dei suoi vantaggi. In quest’articolo ho voluto evidenziare solo i principali.

Ci tengo però a concludere con un suggerimento circa la modalità e la frequenza di lettura delle statistiche Analytics: consiglio di visionare i dati almeno una volta al mese e di farlo assieme a un professionista; questo perché, essendo Analytics molto articolato, non è così semplice riuscire a trarre le giuste conclusioni; inoltre è soggetto a frequenti aggiornamenti e nuove funzionalità.

Campagne di retargeting

Retargeting-Come-recuperare-potenziali-clienti

Come da titolo, oggi voglio parlarti delle campagne di retargeting, e di come possono aiutarti a rintracciare gli utenti che hanno visitato il sito del tuo hotel, senza però concludere una prenotazione.

Il retargeting, infatti, è un tipo di pubblicità online indirizzata in modo mirato alle persone che hanno già visitato un sito web. La sua funzione è quella di farli ritornare e, questa volta, condurli all’acquisto (nel nostro caso, alla prenotazione). 

Il retargeting si basa sulla conoscenza dei comportamenti e delle azioni adottati dagli utenti quando navigano in internet. Nello specifico, esistono dei sistemi di monitoraggio (cookie) che tracciano tutte le attività svolte dagli utenti all’interno di un sito web. Senza entrare nello specifico del funzionamento del retargeting e relativi aspetti tecnici, conoscere il comportamento delle persone quando si trovano in rete, ci aiuta a capire quanto sia efficace questa forma di pubblicità. 

Le persone, prima di fare un acquisto online -e per acquisto intendiamo ovviamente anche la prenotazione di una camera d’albergo – dedicano molto tempo alla ricerca di prodotti/servizi, per trovare la soluzione che risponda meglio alle loro esigenze. Insomma, non scelgono a cuor leggero, e non si fermano al primo risultato che appare sul loro schermo (infatti, solamente il 2% fa un acquisto alla prima visita sul sito).

In media, tra gli utenti che navigano su un sito web, solamente il 2% diventa cliente, il restante 98% si “perde per strada”

Anche per trovare l’hotel ideale, l’utente non potrà fare a meno di comparare varie strutture, “saltellando” di sito in sito alla ricerca di quella migliore per lui.

Ma, proprio a causa di questo tour virtuale, alla fine della sua indagine si scorderà della maggior parte delle strutture che ha visionato. Ed è qui che vengono in soccorso le campagne di retargeting, offrendoti la possibilità di mostrare nuovamente- a distanza di poco tempo- il sito della tua struttura a chi si era mostrato interessato durante le sue ricerche. 

È un modo per invogliare l’utente -magari attraverso una promozione– a ritornare sul tuo sito web e concludere la prenotazione di una camera. 

In un mercato competitivo come quello dell’ospitalità, gli annunci di retargeting sono una strategia davvero utilissima; inoltre, se ben impostati, generano un alto ritorno sull’investimento(ROI), poiché sono rivolti in maniera mirata a persone che hanno già manifestato un interesse e, dunque, più propensi all’acquisto

Vediamo ora con quali strumenti si può impostare una campagna di retargeting. Ad oggi, le piattaforme più famose per fare annunci di retargeting sono Google e Facebook.

  • Google permette di far comparire il tuo annuncio sia nei risultati di ricerca, sia sulla rete display. Quest’ultima è un insieme di siti web che hanno accettato di mostrare gli annunci Google. La sua particolarità è che ti consente di raggiungere gli utenti su altri siti (che hanno un’affinità con le loro ricerche) su cui stanno navigando. 

Un esempio chiarirà meglio: ipotizziamo che la signora Anna- cercando un hotel a Roma- abbia visitato il sito dell’hotel “I sette colli”, ma non si sia decisa a prenotare una camera. Nel pianificare la sua vacanza, si è occupata poi del noleggio di un’auto e ha navigato sul sito “ noleggiami.it”.

Ora, su quest’ultimo sito (se fa parte della rete display di Google) può apparire l’annuncio pubblicitario dell’hotel “Sette colli”, con una bella promozione in evidenza per ricordarle l’hotel e convincere Anna a prenotare una stanza.  

  • Facebook : Il più famoso social media permette ai profili aziendali di intercettare gli interessi delle persone che navigano sul loro sito web e riproporre loro quei contenuti che avevano destato il loro interesse, all’interno di Facebook.

Anche qui, un breve esempio: Luca sta cercando un hotel a Milano. Entra nel sito dell’hotel “Il duomo” per controllare che si trovi in una posizione centrale della città. Scopre che è in pieno centro a Milano e che ha tutti i requisiti che cerca. Ma… non prenota. Prima vuole comparare “Il duomo” con altri hotel e accaparrarsi il più conveniente. 

Poco più tardi, ormai stanco delle sue ricerche, Luca si svaga un po’ su Facebook e mentre scorre i vari post, incappa in un annuncio dell’hotel “Il duomo” con un’offerta imperdibile. Luca si decide quindi a prenotare una camera all’hotel “Il duomo”.

Fine della storia. Tanto semplice quanto efficace. In realtà, come ogni strategia o azione pubblicitaria, anche le campagne di retargeting richiedono un’ottima conoscenza per essere impostate correttamente.

Vediamo quindi alcuni consigli principali:

1) SEGMENTA IL PUBBLICO 

Il primo consiglio è di differenziare il pubblico cui rivolgi le tue campagne di retargeting. Le persone che hanno visitato il sito web del tuo hotel, infatti, possono essere:

  • Utenti che hanno appena scoperto la tua struttura grazie le loro ricerche, oppure
  • Utenti che hanno già soggiornato in passato presso il tuo hotel 

I primi sono dei semplici contatti di cui abbiamo poche informazioni, mentre i secondi fanno già parte della nostra lista contatti e, ad esempio, conosciamo già i servizi che più gli interessano. Non bisogna pensare al retargeting solo come strategia di acquisizione clienti, ma anche di fidelizzazione.
L’obiettivo ultimo di un funnel marketing, infatti, non è quello di acquisire un nuovo cliente, ma di trasformare i propri clienti in clienti abituali.

Differenziare il pubblico significa anche intercettare gli interessi degli utenti basandosi sulle pagine del sito che hanno visitato (ad esempio, se un utente ha mostrato interesse verso una camera matrimoniale, oppure ha navigato sulla pagina dei servizi perché è interessato alla SPA e così via).

2) DIVERSIFICA GLI ANNUNCI

Una volta raccolte le informazioni e segmentato il pubblico, è necessario creare degli annunci specifici. Ora che sappiamo cosa sta cercando una determinata categoria di pubblico, realizzeremo degli annunci ad hoc.

Per esempio, se una buona fetta di utenti che navigano sul sito si sofferma sulla pagina del centro benessere dell’hotel, sarà proprio quello il contenuto della pubblicità. Non verrà creato un annuncio generico dell’ hotel, ma sarà invece molto specifico, basato sui reali interessi degli utenti. 

3) PROPONI OFFERTE

Per invogliare gli utenti a cliccare sull’annuncio e poi a prenotare, si può pensare ad un’offerta o un pacchetto speciale.

Qui non ci limitiamo a mostrare nuovamente la struttura a chi aveva già visitato il sito web, ma gli forniamo anche un incentivo e un input in più per prenotare, magari facendo leva sul concetto di scarsità (offerta a tempo o per un numero di camere limitato).

Un altro aspetto importante riguarda le landing page, ovvero le pagine di atterraggio. L’utente clicca sull’annuncio (Google o Facebook che sia): che pagina gli si aprirà sullo schermo? Molto spesso viene fatto l’errore di fare atterrare l’utente sulla stessa pagina che aveva visitato in precedenza ma, se quella pagina non aveva convinto l’utente prima, siamo sicuri che questa volta sortirà un effetto diverso?

Ecco perché sarebbe meglio creare una pagina apposita, che presenti bene l’offerta con tutti i suoi vantaggi ed un bel pulsante “prenota” in evidenza.  L’ideale, dunque, è creare una landing page ad hoc per ogni campagna e che tale pagina abbia un forte impatto visivo, ed un contenuto allettante e chiaro. In una parola contenuti persuasivi.

4) NON ESAGERARE

Il retargeting va usato con cura: va bene ripresentare i contenuti verso cui gli utenti hanno mostrato interesse, ma bisogna fare molta attenzione a non bombardare le persone con troppe comunicazioni e annunci.  È quindi importante controllare le impostazioni di durata/ frequenza di un annuncio per evitare di infastidire l’utente.

Una buona campagna di retargeting è un’ottima mossa per recuperare potenziali clienti e non far scordare alle persone il proprio hotel!

Hai già testato le potenzialità delle campagne di retargeting?