Sito web per hotel

sito web per hotel

Creazione siti web per hotel

La realizzazione di un sito web per hotel richiede alcune attenzioni speciali, per far sì che diventi un efficiente strumento per ricevere prenotazioni dirette.

Spesso accade che il sito web di un hotel non converta, non porti cioè a risultati desiderati (prenotazioni) e questo può avvenire per vari motivi; ad esempio:

  • L’hotel non comunica chiaramente la propria identità e non si rivolge ad un preciso target; di conseguenza chi atterra sul sito della struttura non trova ciò che cerca.
  • Il design del sito è poco accattivante e non è chiara la procedura di prenotazione.
  • Il sito carica lentamente o non si visualizza bene da mobile.
  • I prezzi e le descrizioni delle camere/servizi non sono chiari.
  • I termini e le condizioni di vendita e/o le politiche di cancellazione non sono spiegati bene.

Inoltre, in seguito alla comparsa delle OTA, sembra molto difficile riuscire a vendere camere direttamente sul sito web dell’hotel. Effettivamente, molto spesso gli utenti scoprono le strutture ricettive e prenotano i loro soggiorni proprio tramite le OTA (come booking.com).

Nonostante tutto,  si possono ottenere ottimi risultati attraverso il proprio sito web, purché venga creato seguendo determinate logiche.

Ed è proprio delle caratteristiche che dovrebbe avere un sito web per hotel che tratteremo in quest’articolo.

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Siti internet per hotel: quali caratteristiche devono avere?

Prima di capire come deve essere un sito web per hotel, devo fare un’importante premessa che riguarda le fondamenta stesse del sito web.

Alla base di tutta la comunicazione, infatti, deve essere ben chiara l’identità della struttura ricettiva; la sua unicità. Tutta la comunicazione riguarderà proprio questo punto: cosa differenzia la struttura ricettiva dalle altre? Cosa la rende riconoscibile? 

Individuare questa caratteristica speciale (si, è sufficiente-anzi auspicabile- che ci sia una sola caratteristica precisa su cui far leva) è fondamentale per la realizzazione di un sito internet per hotel accattivante.

Se ci pensi, è proprio attraverso il sito web che si ha l’opportunità di raccontare la propria struttura ricettiva con entusiasmo e in maniera coinvolgente; e di emozionare gli utenti (attraverso foto, video e testi) facendo vivere loro una piccola anticipazione di ciò che li attende.

Le OTA, al contrario, appiattiscono gli hotel e li presentano in una maniera statica, facendoli sembrare tutti uguali. Allo stesso modo, spesso si vedono siti di alberghi che comunicano in maniera generica ad un pubblico altrettanto vago e indefinito, finendo per apparire anonimi; perdendo definitivamente l’occasione di mettere in luce le potenzialità dell’hotel.

In definitiva, il sito web può davvero essere un alleato formidabile purché venga sfruttato a dovere. Quando noi ci dedichiamo alla creazione di siti web per alberghi, dedichiamo del tempo all’analisi preliminare: capire l’essenza di quell’hotel, cosa offre (e a chi) è la base del futuro successo del sito web.

Scopri le caratteristiche dei nostri siti web

Fatta chiarezza sull’importanza di avere una forte brand identity, gli aspetti che rendono un sito web per hotel davvero efficace riguardano:

  • Il booking engine
  • I contenuti
  • La struttura del sito

Tutti e tre i punti hanno un obiettivo comune: dare agli utenti la possibilità di prenotare (e di farlo in maniera semplice, veloce e sicura). 

Analizziamo ora con più attenzione queste tre caratteristiche:

1- BOOKING ENGINE INTEGRATO

Il sito di un hotel, per vendere, non dev’essere un sito-vetrina che mostra soltanto com’è fatto l’hotel. 

I contenuti, come vedremo, non devono certo mancare ma per concretizzare la vendita online di una camera è indispensabile la presenza di un booking engine. Solo integrando un sistema di prenotazione online all’interno del sito web si possono ricevere le tanto sperate prenotazioni dirette.

Non tutti i booking engine sono uguali, e nella scelta consiglio sempre di orientarsi verso un sistema chiaro, che faciliti al massimo la prenotazione rendendola possibile nel minor numero di passaggi. In sintesi, dev’essere semplice ed intuitivo e portare rapidamente alla conclusione dell’acquisto.

Seguono poi altre caratteristiche importanti di un booking engine:

  • Ha protocolli di sicurezza certificati per garantire pagamenti sicuri.
  • È coerente con il design del sito dell’hotel: non deve risultare come un elemento esterno ma essere quanto più in linea col sito, per formare un tutt’uno visivo.
  • È responsive: prenotazione in pochi click anche da dispositivi mobili (smartphone e
    tablet).
  • È integrato con un Channel Manager, che ha il compito di sincronizzare prezzi,
    disponibilità e prenotazioni su tutti i portali di vendita e distribuzione online.
  • Ha un CRM che aiuta a mantenersi in contatto con i clienti, ad esempio inviando
    loro promozioni esclusive e ad analizzare i dati.

2-CONTENUTI SITO WEB PER HOTEL

Per contenuti intendiamo sia immagini (e video, o altri elementi visivi come mappe ecc.) che contenuti puramente testuali. In ogni caso, essi devono essere di qualità.

Le immagini, ad esempio, svolgono un ruolo di primaria importanza all’interno di un sito web: trasmettono alle persone l’esperienza di soggiorno che potrebbero vivere.
Le immagini persuadono più delle parole, per questo consigliamo sempre di investire in servizi fotografici professionali. 

I testi, pur avendo un impatto minore, sono importanti perché soddisfano il bisogno di approfondimento: in qualsiasi pagina del sito, i testi devono essere chiari e rispondere in maniera esaustiva alle possibili domande degli utenti. 

Se le immagini, quindi, servono a catturare l’attenzione delle persone e a farle sognare, sono poi i testi a rispondere ai loro dubbi e a rimuovere le loro esitazioni. 

Pensiamo all’importanza dei testi nelle seguenti sezioni di un sito web:

  • Condizioni di vendita

    È molto importante scrivere chiaramente tutte le informazioni che riguardando le modalità di pagamento, di cancellazione, di rimborso ecc. e di evidenziare le eventuali condizioni vantaggiose applicate. Ad esempio, se si dà la possibilità di cancellazione gratuita, bisogna farlo sapere, magari scrivendolo chiaramente in home page; proprio come fa booking.com!

  • Vantaggi prenotazione diretta & newsletter

    Per quale motivo un utente dovrebbe prenotare sul sito web della struttura ricettiva anziché usare altri canali?
    Nella nostra esperienza notiamo che la questione viene spesso presa sottogamba dagli albergatori. Ma occorre mettersi nei panni di un potenziale cliente per incoraggiarlo all’acquisto diretto, spiegandogli esplicitamente e chiaramente che benefici avrà prenotando sul sito web dell’hotel (es. colazione inclusa, cancellazione gratuita, omaggio in camera, ingresso alla Spa e così via).
    Distinguersi dalle Ota e spingere gli utenti verso la prenotazione diretta sul sito ufficiale dell’hotel, infatti, non significa soltanto mostrarsi più convenienti nel prezzo, ma comunicare chiaramente le proprie condizioni vantaggiose.
    Allo stesso modo, se ci interessa raccogliere le e-mail degli utenti, e lo facciamo attraverso un form per l’iscrizione alle newsletter, è importante dar loro un valido motivo per farlo.

  • FAQ

    La sezione Faq è importantissima. Permette, infatti, di rispondere in anticipo a tutte le domande degli utenti e di dare loro tutte le informazioni utili in maniera completa, chiara ed esaustiva. Questo significa rimuovere le esitazioni che separano le persone dalla prenotazione, ma si traduce anche in un risparmio tempo per la reception, spesso alle prese con domande e richieste ripetitive.

  • Descrizione camere e servizi

    Anche qui, i testi svolgono un ruolo decisivo. Le fotografie illustrano gli ambienti, ma sono poi necessarie delle descrizioni più dettagliate per fare capire al visitatore del sito che cosa sta per acquistare.

  • Promozioni

    Se sul sito web c’è una sezione destinata alle promozioni, è molto importante realizzare dei testi chiari, che spieghino in modo trasparente tutte le relative condizioni e tenere sempre aggiornata la pagina con le offerte in corso, eliminando quelle scadute.

  • Recensioni

    È bene infine predisporre all’interno del sito, magari in homepage, uno spazio per le recensioni, elemento di trasparenza e riferimento importante per chi si sta accingendo a fare un acquisto.

Ecco alcuni contenuti che è utile inserire in un sito web per hotel:

Camere

Con descrizioni accurate e photogallery

Servizi

L’elenco dei servizi che offre l' hotel

Prenotazioni

Collegamento al gestionale interno delle prenotazioni

Offerte

Fidelizzare gli ospiti con offerte personalizzate

Recensioni

Collegamento a Tripadvisor e Google

Contatti

Tutte le modalità di contatto dell' hotel

Chat

Per interagire in modo diretto e immediato con gli ospiti

Cosa vedere

Mostrare le attrazioni nelle vicinanze dell'hotel

3- VISUAL IDENTITY E USER EXPERIENCE

Ultima caratteristica, non certo per importanza, di un sito web efficace è la struttura stessa del sito, e i relativi accorgimenti che lo rendono facile da navigare. Vediamoli:

  • Semplicità: Il sito web di un hotel dev’essere facile da utilizzare, con un’ architettura semplice ed elementare; ad esempio sono sconsigliati menu di navigazione troppo complessi, che aprono ad infinite sottocategorie. Troppe icone, troppe opzioni, creano soltanto confusione e…la fuga dal sito.
    Quindi: pochi fronzoli, uno stile asciutto e chiaro con i contatti facili da trovare e i pulsanti per prenotare (“Prenota subito” o “Verifica le disponibilità” ) in evidenza e posizionati nei punti strategici del sito.
  • Velocità: Avere un sito web veloce significa, nel nostro caso, aumentare le chance di
    prenotazione; questo perché l’utente non abbandonerà spazientito il sito.
    Statisticamente, infatti, un sito che impiega più di 4 secondi a caricare, viene abbandonato da 1 visitatore su 3!
  • Mobile friendly: Come ogni altro sito web, anche un sito web per hotel dev’essere necessariamente mobile-friendly, cioè ottimizzato per i dispositivi mobili come smartphone e tablet, poiché questi strumenti sono oggi i più utilizzati dalle persone per le loro ricerche. Da sottolineare, inoltre, che dal 2016 Google valuta questo parametro come un fattore determinante per il posizionamento del sito sui motori di ricerca.

Abbiamo oltre 15 anni di esperienza nella realizzazione di siti web per Hotel. 


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versione mobile sito web hotel

Conclusioni

Tutte le caratteristiche illustrate concorrono a garantire una buona user experience. Con questo termine ci riferiamo a un’esperienza di navigazione ideale: con contenuti utili, chiari e completi; un’architettura del sito semplice che rende facile la sua fruizione e che non ostacola in alcun modo la navigazione dell’utente che, anzi, va facilitato in tutti i modi a trovare le informazioni che sta cercando e a compiere delle azioni, come prenotare. Completa l’usabilità una grafica accattivante ed un uso sapiente delle immagini.

Bene, siamo giunti al termine di questa panoramica sulla creazione di siti web per hotel; spero di averti fatto capire come è possibile trasformare un sito web in un potente strumento di vendita. 

Come ultimissimo consiglio, ti ricordo l’importanza di monitorare il sito web attraverso Google Analytics per scoprire dati interessanti sulle visite al sito.

Analitycs, infatti, aiuta a scoprire chi sono e da dove provengono gli utenti; quale percorso hanno compiuto sul sito, quali pagine hanno visitato e quanto tempo si sono soffermati. Si potranno capire così i loro interessi; cosa gli attrae e cosa gli allontana dal sito ed altre dettagliate informazioni utili.

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Inbound-marketing

inbound-marketing

Inbound-marketing significato

L’inbound-marketing, letteralmente marketing in entrata, è un’articolata strategia per attrarre, convertire e fidelizzare la propria nicchia di clienti attraverso un percorso strutturato che tiene conto dei loro bisogni, problemi, abitudini.

I concetti chiave alla base di questo approccio, e di cui terremo conto in questo articolo, sono:

  • Target clienti specifico
  • Osservazione, ricerca e metodo
  • Contenuti di valore

L’inbound marketing, innanzitutto, non si rivolge alla massa ma ad un preciso target di potenziali clienti che l’azienda ha precedentemente individuato, dedicando del tempo a studiarne esigenze, abitudini, linguaggio, comportamenti e segmentando questo target in sottocategorie per scavare ancor più in profondità.

A cosa serve tutto questo studio? Ad entrare in connessione col proprio pubblico e orientare la comunicazione verso quelli che sono i loro interessi e bisogni, rispondendo con contenuti utili e di qualità, che hanno un valore per quelle persone.

L’inbound-marketing, infatti, parte dall’assunto che le persone oggi sono stanche di essere bombardate da messaggi pubblicitari. Vogliono essere ascoltate e capite. Ecco perché questa strategia dà tanto peso ai contenuti.

Nel marketing inbound, l’azienda mira a diventare un punto di riferimento; una realtà autorevole che vale la pena ascoltare e che, in modo naturale e trasparente, riesce ad attrarre clienti instaurando un rapporto di fiducia.
Una visione moderna completamente diversa da quella più tradizionale dell’outbound marketing.

target audience

Inbound e outbound marketing

Che differenza c’è tra inbound e outbound marketing? Ebbene, si tratta di due strategie molto diverse tra loro, non solo per gli strumenti di cui si avvalgono ed il tipo messaggio che veicolano, ma soprattutto per l’approccio. È l’intera visione del rapporto azienda-cliente ad essere diversa.

L’outbound marketing cerca di raggiungere i clienti attraverso annunci pubblicitari invasivi, come: spot tv e radio; telemarketing; pop-up; annunci; pubblicità su YouTube; volantini pubblicitari e cartellonistica.

Ma non è tanto il canale a distinguere l’outbound marketing dall’inbound marketing ma il modo in cui questi canali vengono usati.

Le attività outbound irrompono nella vita delle persone, tentando forzatamente di ottenere la loro attenzione, incuranti dei loro bisogni o esigenze.
È un tipo di marketing, inoltre, che si rivolge indistintamente alla massa, non ad un pubblico ben delineato e tutto questo fa oggi dell’outbound marketing una strategia superata, che stride con le nuove abitudini dei consumatori. Oggi, infatti, le persone sono:

  • Consapevoli: si rendono conto di come funziona la pubblicità e dei meccanismi su cui fa leva.
  • Autonome: con l’avvento di internet, le persone hanno imparato a cercare autonomamente le risposte ai loro bisogni. Non subiscono più passivamente, ma sanno perfettamente come e dove cercare.
  • Desiderano esperienze personalizzate. Grazie alla consapevolezza acquisita, le persone oggi non vogliono più sentirsi un numero e non gradiscono messaggi generalizzati, anzi premiano le aziende che dimostrano di conoscere davvero i loro problemi e che parlano loro con trasparenza e coinvolgimento.

Insomma, le persone sono sature di messaggi commerciali che interrompono fastidiosamente le loro attività senza chiedere il permesso. Al contrario, vogliono essere padroni del loro tempo, ascoltare solamente chi ha qualcosa di interessante da dirgli. Non sanno che farsene di messaggi urlati alla tv o da telefonate ed e-mail invadenti inviate senza il loro consenso (tant’è che sono nati i filtri antispam o i vari servizi per bloccare le telefonate indesiderate).

L’outbound marketing, salvo alcune eccezioni, oggi presenta quindi gravi lacune che finiscono per produrre l’effetto contrario di quello desiderato, allontanando cioè potenziali clienti. 
Altra pecca di questa strategia è la difficoltà a tracciare i risultati e misurare il ROI.

outbound marketing

L’inbound marketing, come abbiamo già anticipato, si fonda invece sulla conoscenza del target e struttura una comunicazione mirata e circoscritta offrendo valore, cioè qualcosa che interessa davvero quel pubblico. Ne consegue un traffico qualificato, con lead di alta qualità, che sono quelli che hanno più probabilità di acquistare proprio perché interessati.

Riassumendo: l’outbound marketing non chiede il permesso, fa irruzione nella vita delle persone, senza presentarsi o domandarsi cosa desidera realmente il pubblico. È il caso delle aziende che parlano di sé e dei loro prodotti/servizi sperando così di attirare l’attenzione.
Nella strategia inbound, al contrario, l’azienda prima ascolta e poi parla al potenziale cliente e, poiché lo conosce molto bene, gli dice cose che lo interessano davvero.

inbound e outbound marketing

Rapporto tra inbound-marketing e content marketing

Ma, come funziona l’inbound marketing? Cosa deve fare nel concreto un’azienda per porsi con autorevolezza alla propria target audience e far sì che questa, spontaneamente, come naturale conseguenza, entri in contatto e in sintonia con essa?

Attraverso, innanzitutto, contenuti ad hoc come articoli di blog, video, podcast e infografiche (in una parola sola: content marketing) che rispondono alle loro domande o problematiche. Contenuti educativi, coinvolgenti, utili, informativi che, con trasparenza e senza inutili giri di parole, aiutano il potenziale cliente a risolvere un problema.

Un esempio di fantasia:

L’azienda X produce farine per celiaci. Il suo pubblico ha un problema: riuscire a ottenere preparazioni culinarie, come torte e pizze, con le farine gluten free.

Caliamoci nei panni di una persona che ha scoperto da poco di essere affetta da questa patologia e che si ritrova a dover riorganizzare il suo stile di vita alimentare. Ora, con le farine prive di glutine, le ricette che prima seguiva non danno gli stessi risultati. Questo causa anche uno spreco di ingredienti e di tempo. Quello che gli servirebbe è una guida che gli insegni ad utilizzare al meglio queste farine particolari e diverse.

Se l’azienda X, empaticamente comprende il problema, potrebbe creare una guida che sarà un vero e proprio faro nella vita del suo potenziale cliente, il quale molto probabilmente sceglierà questa azienda in mezzo a tante altre proprio per il valore offerto, per aver parlato a lei, al suo problema cercando di risolverlo non solo attraverso un prodotto (le farine) ma con quel “qualcosa in più” inatteso che però fa tutta la differenza, influenzando il processo di acquisto ma anche la percezione del brand e il senso di fiducia verso di esso.

Che questa guida sia cartacea o venga prodotta sotto forma di pdf da scaricare, come articolo sul blog aziendale, come serie di consigli inviati tramite newsletter, come video, webinar, podcast non ha importanza (se non quella di individuare il canale più utilizzato da quel target).

Non è lo strumento a distinguere l’outbound marketing dall’inbound marketing ma l’utilizzo che se ne fa.

Creo un video per parlare di me, della mia azienda, dei miei prodotti? Allora sto mettendo in campo una strategia di tipo outbound. Uso, invece, il video come strumento per rispondere alle domande e ai problemi del mio potenziale cliente, senza urlare quello che faccio e che vendo? Allora questo è inbound marketing.

Un tipo di approccio, quest’ultimo, che si muove con più cautela e che non ha fretta di andare subito al punto, ma che si prende del tempo per intercettare e comprendere i problemi degli utenti, proponendo delle possibili soluzioni con dei contenuti utili e gratuiti. Solamente in un secondo momento, e sempre con le dovute accortezze, propone il prodotto/servizio. E non è finita qui perché, conclusa la vendita, ci si prende ancora cura del cliente acquisito per fidelizzarlo nel tempo. Insomma, si segue esattamente il percorso suggerito dal funnel marketing.

inbound marketing funnel

Strategia inbound marketing e strumenti

Nonostante non sono gli strumenti di comunicazione a fare la differenza tra i due approcci, vorrei ugualmente sintetizzare quelli che solitamente vengono utilizzati nella strategia inbound marketing, ognuno con varie sfaccettature di utilizzo a seconda della fase del funnel in cui viene usato.

Facciamo prima un passo indietro, ricollegandoci proprio a questo concetto.

L’inbound marketing funnel prevede che un utente sconosciuto compia un percorso preciso (fatto ad imbuto) prima di acquistare.

Le persone, infatti, difficilmente acquistano subito dopo essere atterrati su un e-commerce o dopo aver visto un annuncio. Hanno bisogno di più tempo; ecco perché, come dicevo qualche riga fa, l’inbound marketing è un approccio più lento, più calcolato e ragionato.

L’inbound-marketing segue l’utente in tutte le azioni e micro-azioni che lo conducono all’acquisto ed oltre (fidelizzazione) e che sono: attrarre-convertire-chiudere-deliziare.

Ognuno di questi step si avvale di alcuni strumenti, in gran parte digitali. Scopriamoli, finalmente:

1)Attrarre

 In questa prima fase si cerca di portare utenti sconosciuti (ma profilati!) ad entrare in contatto con la propria azienda. Gli strumenti qui coinvolti sono:

  • Sito web: per far conoscere l’azienda e i suoi prodotti/servizi. Il sito web è un importante biglietto da visita (e non solo); per questo è importante sia piacevole e veloce da navigare, e che abbia altre caratteristiche che ne fanno un alleato vincente nella vendita.
  • Blog: il blog aziendale è un’ottima soluzione per proporre contenuti utili e consigli sotto forma di articoli.
  • Social media: attraverso i post si può coinvolgere, ispirare l’utente e stimolarlo ad entrare a fare parte della communityIn questo caso ci riferiamo ai post organici, che le persone decidono di seguire spontaneamente, e non degli annunci che, specie se non pertinenti ai loro gusti e interessi, interrompono fastidiosamente le loro attività sui social.
  • SEO: attrarre significa anche sapere quali parole chiave gli utenti usano online per cercare prodotti e servizi come quelli che l’azienda propone. Tramite la SEO o annunci Google Ads pertinenti si fa in modo di farsi trovare facilmente online.

2)Convertire

Convertire significa, in questo caso, trasformare i visitatori che abbiamo appena attratto, in contatti (lead). Qui entrano in campo:

  • Content marketing.  Tutti quei contenuti utili e gratuiti come guide, podcast, webinar, tutorial (lead magnet) che si possono mettere a disposizione degli utenti in cambio dei loro contatti, per costruire una lista di utenti interessati al brand e per tenersi in relazione con loro. Attenzione: il contenuto non dev’essere solamente gratuito ma anche e soprattutto di qualità.
  • Landing page.  Anche questo strumento è utile per ottenere i dati del potenziale cliente, tramite la compilazione di un form di contatto. In questo caso potrebbe lasciare la sua e-mail per iscriversi alla newsletter o per ottenere una demo, un codice sconto o altro ancora, a seconda dell’azienda e dei suoi servizi.

3)Chiudere

Nella fase di “chiusura”, cioè di trasformazione dei lead in clienti, si fa uso soprattutto del flusso di e-mail, inviate in modo automatizzato e che servono a mantenere l’utente costantemente aggiornato. Si deve far in modo che egli non perda l’interesse, continuando a inviargli materiale come consigli, ma anche qualche offerta o incentivo personalizzati che lo spingano all’acquisto.

4)Deliziare

Ultimo step: deliziare. Come anticipato, il funnel non termina con la vendita ma ha come obiettivo ultimo la fidelizzazione e magari anche a far sì che questi clienti ripetitivi diventino dei sostenitori del brand, consigliandolo ad amici e conoscenti.

E come si fa a deliziare? Anche qui col l’invio di newsletter e offerte personalizzate in base ai loro gusti e abitudini (segmentazione del pubblico); sconti per il compleanno o altre occasioni speciali, attività sui social media, nonché offrire un eccellente servizio clienti e inviando sondaggi e questionari di gradimento per ottimizzare le proprie attività.

marketing inbound

Due importanti osservazioni:

-Ogni strumento digitale può essere misurato, monitorando alcuni KPI (indicatori chiave di prestazione). Grazie a queste preziose informazioni si può aggiustare e migliorare la strategia inbound in ogni momento.

-La richiesta del consenso. Come abbiamo detto, l’inbound marketing non è “invadente” ma si fonda sulla libertà e il rispetto dell’utente. Perciò bisogna chiedere sempre il suo consenso quando si iscrive alle newsletter, compila un form o scarica materiale e dare la possibilità in ogni momento di disiscriversi dalla lista di contatti.

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Vantaggi dell’inbound-marketing

Quali sono i vantaggi di una strategia di inbound marketing? Innanzitutto, aiuta ad aumentare il traffico al sito, la lead generation, le vendite e la fiducia del cliente nei confronti del brand. Cos’altro?

  • È misurabile, anche in tempo reale. C’è un’enormità di dati che si possono ricavare da ogni canale impiegato nella strategia: dalle visite al sito, il tempo di permanenza, i lead acquisiti, il numero follower, ma anche il valore medio dell’ordine ecc.
    Grazie a software specifici e CRM si possono raccogliere dati sulle attività di marketing svolte, stilando report dettagliati.
  • Miglior rapporto costi-benefici. L’inbound-marketing gode di un alto ROI (Return On Investment) che permette di misurare il rendimento economico delle azioni di marketing messe in campo. Proprio grazie al meticoloso percorso predisposto per indirizzare gli utenti all’acquisto (e alla selezione della propria nicchia di potenziali clienti) gli effetti saranno più tangibili rispetto a un’azione di outbound marketing (es. spot tv) dove non c’è possibilità di capire quanti e quali clienti essa generi.
  • Strategia solida e a lungo termine, perché si fonda sulla target audience e sottogruppi specifici di clienti, con una diversificazione del messaggio e dei canali all’interno del funnel di vendita. Anche la divisione del budget è studiata ad hoc.

 

agenzia inbound marketing

Costi

È molto difficile definire quale strategia sia economicamente più vantaggiosa perché dipende da tante variabili e anche perché, come abbiamo detto, l’outbound marketing fornisce pochi dati circa l’esito delle sue campagne. Quindi, quello che certamente possiamo affermare è che l’inbound marketing è più facile da monitorare in termini di risultati e di controllo della spesa.

Marketing inbound: conclusioni

È vero, l’inbound marketing si rivolge ad un pubblico molto più ridotto rispetto a quello generalista dell’outbound marketing ed è un approccio molto più articolato e globale, che prevede l’analisi di diversi parametri come le buyer persona, i funnel di conversione, il percorso di acquisizione dei lead, le interazioni sui social, le domande e le ricerche che gli utenti fanno online ed altri ancora.

Ma, a fronte tutto questo lavoro, si ottiene una panoramica molto ampia che consente di muoversi agevolmente e con più sicurezza anche grazie ai risultati misurabili, ma soprattutto di ottenere buoni risultati anche in termini di fidelizzazione. E lo sappiamo, è più vantaggioso avere clienti ripetitivi rispetto alla continua ricerca di nuovi. Inoltre, una volta impostata la strategia, seguono degli automatismi replicabili nel tempo.

Per cogliere la portata dell’inbound-marketing è necessario abbandonare vecchi schemi e concezioni. L’inbound marketing non è certo una novità assoluta ma capita ancor oggi che molte aziende fraintendono e, pur utilizzando i più moderni canali digitali, mantengono la mentalità tipica dell’outbound marketing.  Lo voglio ripetere per un’ultima volta: non è il canale che fa la differenza; non basta essere presenti su Instagram, ad esempio, e utilizzare questo strumento come fosse una televisione dove sparare senza criterio la propria pubblicità.

La vendita dura, a freddo, non funziona più da tempo ormai. Per un marketing efficace è necessario conoscere ed esplorare nuovi strumenti ma soprattutto prendersi del tempo per ragionare. Tutto questo richiede senz’altro tempo ma se le cose vengono pianificate per bene seguiranno risultati duraturi, premiati dalla fedeltà dei propri clienti nel tempo.

Hai bisogno di una strategia inbound-marketing?